FESTIVAL CONCERTANDO 2017 ”L’INCONTRO”

La programmazione del Festival di Musica da Camera

 

Il tema dell’Incontro anima l’edizione 2017 del Festival di musica da camera “Concertando” che costituisce uno dei capitoli essenziali dell’attività concertistica del PONTIFICIO ISTITUTO DI MUSICA SACRA insieme alla consueta programmazione musicale dell’Istituto (che sarà anch’essa resa nota nei prossimi giorni).

L’impostazione di questa edizione del Festival, curato dal Maestro CLAUDIO TROVAJOLI, concertista di fama internazionale e docente dell’Istituto, apre a varie prospettive e propone diversi spunti di riflessione: l’incontro di personalità artistiche, l’incontro di talenti strumentali, l’incontro di (e con) musiche nuove, l’incontro della creatività musicale con il concetto di “natura” ed il confronto – quindi – con il concetto stesso di descrittivismo in musica.

Se è vero che il cambiamento è l’essenza stessa dell’evolversi della vita, è altrettanto vero che il concetto di “Incontro” rappresenta ciò che nella vita crea l’occasione per cambiamenti anche  profondi e questo basilare concetto è sicuramente uno dei parametri attraverso i quali si esprime la creatività di qualsiasi artista: incontro di culture, incontro di linguaggi, incontro(e confronto) con forme di espressione musicale anche molto diverse ma suscettibili di innescare (o avere innescato) un progresso nel linguaggio musicale stesso (oppure nei parametri dell’interpretazione) sino al concetto di “Incontro” inteso nel senso d’incontrare un pubblico che possa, attraverso il messaggio artistico di cui il musicista è portatore, essere pervaso e contaminato da ciò che ascolta e riceverne autentico arricchimento culturale.

Un concetto “globale” di “Incontro” inteso come somma diesperienze culturaliche possano sempre e comunque lasciare il segno e tracciare il percorso di un cambiamento positivo, definitivo ed irreversibile.

Il “piccolo” ma molto concentrato viaggio che propone la programmazione del Festival “Concertando” 2017 usa, ovviamente, la musica da camera come mezzo locomotore e si propone proprio, in questo senso, di lasciare un piccolo segno in ogni suo ascoltatore.

L’incontro – in questo caso - è quindi anche tra musicisti provenienti da culture, nazioni, scuole di pensiero, scuole compositive e strumentali diverse e talora molto lontane: incontri, quindi, di realtà, nazionalità, età, scuole di pensiero, filosofie e religioni differenti.

Il Festival si apre con un tradizionale “Concerto di invito” dedicato al grande repertorio tardo romantico tedesco di Johannes Brahms e Clara Schumann, Giovedì 23 Febbraio alle 17, nell’ Aula “Licinio Refice” della Sede del Pontificio Istituto di Musica Sacra in via di Torre Rossa 21 e ne saranno protagonisti AndrejBielow, violino; David Cohen, violoncello e Claudio Trovajoli, pianoforte. La formulazione di questo programma intende sottolineare il rapporto tra queste due grandi personalità musicali del Romaticismo: Brahms, difatti, fu molto influenzato dall’incontro con Clara Schumann che rimase per sempre la principale ed ultima giudice per tutte le sue composizioni. In particolare il Trio op. 87 di Brahms fu brano tra i preferiti dalla grande pianista, che spesso intervenne con consigli per modifiche anche importanti in questa opera come in altre di Brahms.

Il primo concerto del Festival avrà luogo giovedì 23 Febbraio, alle 20.00 presso la Sala Accademica del Pontificio Istituto di Musica Sacra in Piazza S. Agostino 20/A e s’intitolerà La musa e l’ispirazione. In programma il Quartetto K.285 per flauto e archi di Mozart con Irina Stachinskaya, flauto; Nikita Boriso-Glebsky, violino; Vladimir Mendelssohn, viola; Francesco Mastromatteo, violoncello; a seguire, di Felix Mendelssohn, tre Lieder per Soprano e Pianoforte interpretati da Maria Grazia Schiavo e Claudio Trovajoli e ancora il celeberrimo Syrinx, per flauto solo, di Claude Debussy interpretato da Irina Stachinskaya. In chiusura il colossale ​Quintetto op. 44 di Robert Schumann, uno dei massimi capolavori della cameristica romantica con Andrej Bielow e William Chiquito Henao, violini; Vladimir Mendelssohn, viola; David Cohen, violoncello e Claudio Trovajoli, pianoforte. In questo programma il direttore artistico ha voluto proporre una forte sintesi del concetto “storico” secondo cui Incontrare grandi strumentisti è sempre stato motivo di ispirazione per i compositori di ogni tempo. Così accadde per Mozart e Schumann il quale ultimo, dopo aver scritto febbrilmente il Quintetto in soli venti giorni, lo sottopose al suo “modello” ispiratore Mendelssohn che gli consigliò vari interventi che poi rimasero nella versione definitiva che oggi è adottata da tutti gli interpreti.

L’appuntamento in programma venerdì 24 Febbraio presso l’Aula “Licinio Refice” nella sede dell’Istituto in via di Torre Rossa 21 (ore 15.00) con il Complesso Musicale del Festival Concertando è dedicato al pubblico giovanile ed è incentrato sul rapporto tra musica e natura con la proposta di capolavori molto noti del grande repertorio in cui questo rapporto è reso esplicito e “programmatico” come più non si potrebbe. Si va quindi dalla genialissima stilizzazione barocca della Primaveradi Antonio Vivaldi, primo dei 4 Concerti delle Quattro Stagionidall’op. 8, al vivace ed onomatopeico descrittivismo tardo romantico tipicamente francese di Camille Saint-Saens nel godibilissimo Carnevale degli animali. In questo concerto, pensato principalmente per i bambini, la musica si allontana dalla parola e diventa descrittiva della natura e del mondo animale perché la musica deve incontrare i più piccoli, deve anche essere “facile” a volte e quindi arrivare a tutti più direttamente possibile.

“Incontrare il talento” è il tema del “Concerto di giovani interpreti”, venerdì 24 Febbraio alle 17.00. In programma ancora Brahms con laSonata op.38 (Alessandro Mastracci, violoncello e Cesare Grassi, pianoforte), Vulpiani con il brano Antidotum tarantulae, per clarinetto solo(nell’interpretazione di Giulia Tamborino) e il Trio op. 11 di Beethoven con Cesare Grassi, pianoforte; Giulia Tamborino, clarinetto e Silvia Ancarani, violoncello. Tra i tanti “incontri” della vita di un musicista, fondamentale è quello tra allievo e maestro. L’incontro di un giovane con un maturo talento. Questo specialissimo e delicatissimo rapporto tra passione e studio, tra affermazione ed ascolto dell’altro, tra crescita e professionalità rendono prezioso questo momento concertistico pomeridiano, risultato dell’incontro tra gli allievi ed i maestri che durante il Festival daranno alcune lezioni ai gruppi formatisi per questo evento.Altro importante elemento è l’incontro tra giovani esecutori e giovani compositori: realtà che crescono insieme.

Il secondo Concerto del Festival, in programma venerdì 24 Febbraio alle 20.00presso la Sala Accademica del Pontificio Istituto,ha per tema “Il silenzio, l’oggi e l’infinito” e propone un ricchissimo itinerario musicale che parte dal post-classicismo viennese di Schubert sino alla musica più visionaria ed eterea del nostro tempo. Di Schubert si ascolterà Der Hirt auf dem Felsen con Maria Grazia Schiavo, soprano; Roberto Nobilio, clarinetto e Cesare Grassi, pianoforte per passare poi subito al “presente” con Cuentos de Luna di Edgard Alandia (Irina Stachinskaya, flauto e Claudio Trovajoli, pianoforte) e, ancora di Alandia, Intermezzi per quartetto d’archi (Andrej Bielow e William Chiquito Henao, violini; Vladimir Mendelssohn, viola; Francesco Mastromatteo, violoncello). Si prosegue, poi, con lo spagnolo Joaquin Turina (​La oracion del torero, per quartetto d’archi nell’interpretazione di Andrej Bielow e William Chiquito Henao, violini; Vladimir Mendelssohn, viola; David Cohen, violoncello) per concludere con la celeberrima Passacaglia (originale per cembalo) di Händel (elaborata da Halvorsen) con Andrej Bielow, violino e David Cohen, violoncello. Questo interessante quanto articolato programma verte, di fatto sul concetto di “Incontro” con un compositore di oggi: Edgar Alandia e dall’altro lato sul concetto del “silenzio della natura” espresso da Schubert che proprio con questa poetica evolve dal post-classicismo potentemente influenzato dall’eredità beethoveniana al Primo Romanticismo Con il brano di Turina la musica si avvicina al tema della morte con la preghiera del torero che sa di poter morire. La Passacaglia, infine, invece come espressione dell’infinito, del tempo circolare che, attraverso la ripetizione del basso ostinato propone una dimensione di “non tempo” per giunta “rivisitato” ciclicamente dai compositori di epoche successive a quelle della creazione del brano, a sottolineare l’immortalità ed anzi il continuo rinascere e ricrearsi del messaggio musicale dei grandi del Barocco (Pachelbel, Bach, Haendel, etc. etc.).

Il terzo Concerto del Festival, sabato 25 Febbraio in Sala Accademica del Pontificio Istituto(Piazza S. Agostino, 20/A, ore 19.00) propone il tema de “L’incontro del proprio mondo”; in programma la Ciaccona dalla II Partita per violino solo di Johann Sebastian Bach (Andrej Bielow, violino), Voxbalenae di George Crumb (Irina Stachinskaya, flauto;David Cohen, violoncello; Claudio Trovajoli, pianoforte) e il Quintetto op.34 di Brahms (Nikita Boriso-Glebsky e AndrejBielow, violini; Vladimir Mendelssohn, viola; David Cohen, violoncello; Claudio Trovajoli, pianoforte). In questo ultimo “percorso musicale” del Festival si riprende, proprio da Bach, il concetto di “infinito” e “ciclicità” della Passacaglia di Haendel che ritroviamo se possibile ancora più esaltato nella similare forma della Ciaccona (pure questo famosissimo brano oggetto di infinite trascrizioni ed elaborazioni in epoche successive anche da parte di Johannes Brahms e di Ferruccio Busoni). Dall’infinito di Bach e Haendel ci si muove – in questo “viaggio musicale” verso la realtà della Terra con il singolare brano di Crumb. Nel 1969 gli astronauti dalla Luna poterono osservare che la Terra era un pianeta blu, dove il mare caratterizza con la sua forza il colore stesso del pianeta.Nel mare, il canto delle balene, misterioso, profondo ma a tratti anche appassionato. Così è il brano di Crumb, una magica esperienza sensoriale attraverso i suoni ed i colori del mare.Il festival si conclude, ovviamente, tornando a Brahms e Clara Schumann.Il grande Quintetto op. 34 ha avuto molte versioni, sempre commentate da Clara, fino ad arrivare alla versione eseguita in questo concerto. La gestazione di questa meravigliosa e imponente composizione lascia trasparire il faticoso processo di maturazione che porta il compositore a trovarsi, a scoprire e quindi ad esprimere compiutamente,tutto il proprio mondo interiore.

 

Concerto_23-02-2017_Brahms e la famiglia Schumann

Concerto_23-02-2017_La musa e l'ispirazione

 

W.A. Mozart, Quartetto per flauto e archi, KV285

Allegro
Adagio
Rondo: Allegretto

 

R. Schumann, Quintetto op. 44

In Modo d'una Marcia
Scherzo. Molto vivace

Concerto_24-02-2017_Musica e natura

Concerto_24-02-2017_Il silenzio, l'oggi e l'infinito

Concerto_25-02-2017_L'incontro del proprio mondo

 

J. Brahms, Quintetto, op. 34

Andante, un poco Adagio
Scherzo: Allegro

Concerto_26-02-2017_Incontrare il talento

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J. Brahms, Sonata, op. 38, per violoncello e pianoforte

- Allegro non troppo
- Allegretto quasi Minuetto
- Allegro

D. Vulpiani, Antidotum tarantulae, per clarinetto

A. Peixer, Variazioni su un tema di W.A. Mozart, per pianoforte

L. van Beethoven, Trio, op. 11, per pianoforte, clarinetto e violoncello

- Allegro con brio
- Adagio
- Allegretto con variazioni