Post - gradum in Organo

Corso post-gradum in organo (ad experimentum)

 

Finalità

 

Il corso si rivolge agli organisti diplomati e idonei per un approfondito studio dello strumento e della sua estetica. Il diploma di conservatorio o equipollente, sarà considerato titolo valido per l’iscrizione. Il candidato, per la frequenza dell’indirizzo C, dovrà inoltre superare una prova d’ammissione e di idoneità. Per l’indirizzo A e B il corso può essere articolato su un intero anno accademico (lezioni quindicinali) o essere di durata biennale (lezioni mensili). L’indirizzo C è di durata biennale (lezione ogni quindici giorni). La frequenza di una materia complementare (scelta tra le materie principali degli altri due indirizzi) è auspicabile, ma non obbligatoria. Il curriculum viene personalizzato secondo le necessità di ogni candidato. L’esame finale terrà conto delle finalità attorno alle quali si è articolatoil curriculum.

 

Articolazione

 

Il Corso è tenuto da tre docenti, che si dedicano a particolari aspetti della prassi, dell’improvvisazione e dell’interpretazione della letteratura per organo. L’allievo, al momento dell’iscrizione, sceglie uno dei tre indirizzi.

Indirizzo A (M.° Roberto Marini): Interpretazione della musica dell’Ottocento

                   italiano

Indirizzo B (M.° Federico Del Sordo): Basso continuo e musica antica

Indirizzo C (M.° Theo Flury): Organo liturgico e improvvisazione organistica

 

Indirizzo A: Interpretazione

               

Questo indirizzo risponde ad un’esigenza concreta. Alcuni organisti, già formati, esprimono il desiderio di approfondire la loro formazione sull’analisi stilistica e compositiva della letteratura organistica. Tale studio porta inoltre ad un’esecuzione consapevole e informata sull’evoluzione della musica per organo nei vari momenti storici.

1.      Il corso tende ad approfondire la formazione dell’organista come musicista completo, bilanciando le componenti dell’interpretazione, della conoscenza teorica e di quella pratica della tradizione organistica (analizzare le forme e gli stili del repertorio), del rigore tecnico e della facilità di saper rispondere coerentemente alle esigenze della corretta registrazione dell’organo nei suoi diversi aspetti.

2.      Il corso vuole riscoprire un campo di vari contenuti che distinguono il profilo dell’organista. Il corso è inteso come prima tappa iniziale (accompagnata dall’insegnanate) di una ricerca che deve continuare anche dopo l’esame finale, secondo la responsabilità personale del candidato.

 

3.      Il programma iniziale di studio si basa sui contenuti del biennio dell’indirizzo “Organo” adottato dal Pontificio Istituto di Musica Sacra.

4.      Gli incontri avverranno in diverse località (Roma, Gallarate, Cremona, Brescia, Bergamo, Trento, Aquileia…) e su organi idonei alla corretta interpretazione dei brani scelti per la lezione programmata.

 

Indirizzo B: Basso continuo e musica antica

 

1. Finalità

Questo corso di specializzazione – destinato ai clavicembalisti e agli organisti – si prefigge, innanzi tutto, un approfondimento stilistico della prassi del basso continuo mirato a differenziare le varie scuole e le differenti epoche. In secondo luogo, il percorso formativo mette in relazione tali acquisizioni con l’accompagnamento di complessi strumentali e/o vocali in modo che esso aderisca al gusto e alle tecniche esecutive dei period instruments.

 

2. Articolazione

Il corso dura quattro semestri che iniziano contemporaneamente  a quelli dei corsi ordinari del pims (metà ottobre, primo semestre; metà febbraio, secondo semestre). Perseguendo la ricerca dell’autenticità, le lezioni pratiche sono perciò affiancate da alcuni seminari che focalizzano:

1.     la storia del basso continuo attraverso l’ampia trattatistica e la letteratura musicale;

2.     le regole armoniche generali e quelle proprie di ciascuna area culturale;

3.     i rapporti fra i parametri della realizzazione e le caratteristiche dei complessi accompagnati.

Il repertorio proposto nel corso si snoda principalmente attraverso il repertorio strumentale (a due e in trio):

-     opere di compositori italiani della seconda metà del ‘600 fino alla seconda metà del ‘700;

-     opere di compositori tedeschi del ‘700;

-     opere di compositori francesi dalle due ultime decadi del ‘600 alla seconda metà del ‘700.

Per quanto riguarda il repertorio vocale, le lezioni si concentreranno sulle opere di musica sacra che prevedono il basso continuo, limitatamente a quelle del xviii sec., in particolare:

-     cantate a una voce;

-     mottetti della scuola francese à voix seule.

 

3. Esami

Sono previste, come strumenti di verifica:

a)     due prove esecutive, una basata prevalentemente sulla musica strumentale, l’altra concentrata su quella vocale;

b)     un esame teorico;

c)     un’esercitazione bibliografica.

Alla fine del corso viene rilasciato un attestato di conseguimento del Post-gradum in basso continuo e musica antica.

 

4. Strumenti

Per realizzare questo programma di studi, gli studenti avranno a disposizione:

-     un piccolo ensemble vocale e strumentale;

-     alcuni clavicembali, un virginale italiano, un clavicordo, un organo positivo del ‘700, alcuni organi a trasmissione meccanica.

Gli studenti possono consultare la Biblioteca del pims negli orari d’apertura, osservandone il regolamento per la consultazione e il prestito dei testi.

 

5. Accesso

Per essere ammessi al corso, oltre a essere in possesso dei requisiti d’accesso ai corsi del pims (licenza di scuola media superiore e dei documenti richiesti per l’immatricolazione), è necessario aver conseguito un diploma di magistero (o titolo equipollente: diploma di conservatorio italiano vecchio ordinamento o biennio superiore di secondo livello) in organo o clavicembalo. L’iscrizione comporta il versamento delle tasse previste entro i termini stabiliti.

 

Indirizzo C: Organo liturgico / improvvisazione organistica

 

Questo indirizzo risponde a una esigenza concreta: alcuni organisti già diplomati esprimono il desiderio di approfondire la loro formazione implementandola con l’aspetto compositivo e improvvisativo, contestualizzato sia nella prassi liturgica che in quella concertistica o didattica. Tale studio porta inoltre ad un’esecuzione della letteratura organistica basata maggiormente sull’analisi compositiva della musica.

Il corso biennale è formato da due componenti costitutive.

La prima parte comprende i contenuti prevalentemente tecnici come:

1.         Esercizi armonici e contrappuntistici, elaborazioni di semplici forme musicali basate su temi dati o inventati. Armonizzazione di corali delle varie epoche nello stile appropriato nei diversi modi della tradizione organistica; introduzione ed esercitazioni nel campo dell’armonia modale tradizionale e del canto gregoriano. Forme: intonazione e coda finale, preludio / interludio / postludio, variazione, versetti. Sviluppo di una sensibilità compositiva estemporanea, in relazione alle esigenze poste dalla prassi liturgica corrente.

2.         Analisi e esercitazioni della forma tripartita, della forma sonata e del fugato, analisi ed esercitazione dei vari stili e forme della musica organistica (incluso il repertorio contemporaneo), improvvisazioni abbinate con altri strumenti, testi, immagini, danza e filmati muti, ecc.

La seconda parte si concentra:

1.        Sulla maturazione dell’identità estetica personale del musicista.

2.         Sulle sfide concrete del contesto lavorativo del candidato (liturgia, concerti, insegnamento).

3.        Sulle esigenze individuali di ogni singolo candidato.

 

Ragioni del programma

Il corso tende di approfondire la formazione dell’organista come musicista completo, bilanciando le componenti sia dell’invenzione che dell’interpretazione, della conoscenza teorica e di quella pratica della tradizione organistica (analizzare e ricreare le forme e gli stili del repertorio), del rigore tecnico e della facilità di saper rispondere coerentemente alle esigenze del momento. Particolare attenzione spetta alla ricerca di un linguaggio, ossia di un’estetica personale.

Il corso vuole riscoprire un campo di vari contenuti che distinguono il profilo dell’organista, non limitandosi ad essere un interprete con un sostrato teorico o musicologico.

Il corso è inteso come prima tappa iniziale (accompagnata dall’insegnante) di una ricerca che deve continuare anche dopo l’esame finale, secondo la responsabilità personale del candidato.

Lo scopo primario del lavoro non sarà di suonare senza alcuna preparazione o senza appunti, ma di trovare una formula individualmente valida, tenendo conto delle capacità di memorizzare e dell’uso saggio di mezzi scritti, in funzione di un risultato musicale ottimale.

Nonostante le affermazioni precedenti, si devono sviluppare anche le capacità di suonare in modo estemporaneo e a memoria (senza appunti) nella massima misura possibile per ciascun candidato – non come scopo principale del corso –, ma come una delle abilità da sviluppare.

Alcune parti del percorso sono identiche ai contenuti dell’attività formativa “improvvisazione” del triennio e del biennio dell’indirizzo di Organo al Pontificio Istituto di Musica Sacra.

Esame di ammissione: 

Colloquio con il docente e alcune improvvisazioni su temi a libera scelta.

Tasse

 

Immatricolazione: €. 60,00

 

Iscrizione e frequenza annuale: €. 500,00