Statuto

PONTIFICIO ISTITUTO DI MUSICA SACRA

NOTE STORICHE

Il Pontificio Istituto di Musica Sacra è stato fondato da San Pio X nel 1910 con la denominazione di « Scuola Superiore di Musica Sacra ». Essa fu aperta il 3 gennaio 1911 e confermata con il breve Expleverunt del 4 novembre dello stesso anno. Il 10 luglio del 1914, con un rescritto della Segreteria di Stato, la Scuola fu dichiarata Pontificia e le fu concessa la facoltà di conferire i gradi accademici.

Benedetto XV assegnò come residenza della scuola il palazzo di Sant'Apollinare, trasferendola dalla sede di via del Mascherone (16 ottobre 1914). Pio XI, con il motu proprio Ad musicæ sacræ restitutionem (22 novembre 1922), ne diede gli Statuti, confermando l'immediata dipendenza dalla Sede Apostolica. Con la costituzione apostolica Deus scientiarum Dominus (24 maggio 1931), la Scuola — denominata Pontificio Istituto di Musica Sacra — è stata inclusa tra le università e facoltà pontificie. Pio XII raccomandò vivamente la frequenza dei corsi attraverso una lettera della Segreteria di Stato all'episcopato di tutto il mondo (22 novembre 1953) e nell'enciclica Musicæ sacræ disciplina (25 dicembre 1955). Nell'Istruzione sulla Musica Sacra e la Sacra Liturgia del 3 ottobre 1958, la Sacra Congregazione dei Riti ha rilevato la priorità dell'Istituto romano rispetto alle istituzioni similari. Giovanni XXIII, in occasione del cinquantesimo anno di fondazione, con la lettera apostolica Iucunda laudatio, ne esaltava l'operato e istituiva una sezione di musica per le missioni (8 dicembre 1961). Paolo VI, con il chirografo Nobile subsidium liturgiæ (22 novembre 1963), istituì la Consociatio Internationalis Musicæ Sacræ, la cui Segreteria ha sede nell'Istituto e il 10 maggio 1975 fondò la Scuola di Semiologia gregoriana.

Giovanni Paolo II nel 1983 assegnò all'Istituto l'intero immobile dell'abbazia di San Girolamo in Urbe, ove, dall'anno accademico 1984-1985, si svolge l'attività didattica e liturgica.

Il 19 gennaio 2001, nel novantesimo anniversario di fondazione del Pontificio Istituto di Musica Sacra e a conclusione delle celebrazioni in memoria di Mons. Higini Anglès, Preside dell'Istituto dal 1947 al 1969, il corpo docente e il personale dell'Istituto furono ricevuti in udienza particolare da Giovanni Paolo II. Nel discorso pronunciato in tale occasione, il Santo Padre tracciò autorevolmente le vie maestre della musica sacra, testimoniando la Sua alta considerazione e il Suo apprezzamento nei confronti dell'attività didattica, artistica e liturgica dell'Istituto. Il chirografo sulla Musica Sacra, commemorativo del centenario del motu proprio Inter Sollecitudines di San Pio X, emanato da Papa Giovanni Paolo II in data 22 novembre 2003, è un ulteriore segno di predilezione verso l'Istituto, poiché, oltre a ricordare la fondazione e le benemerenze di « questa istituzione accademica ormai quasi centenaria, che ha reso e rende un qualificato servizio alla Chiesa », lo addita altresì come ente collaboratore della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti nel « compito di regolamentare e promuovere la Sacra Liturgia » e segnatamente nel « settore della Musica Sacra Liturgica ».

Il Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma, in qualità di istituzione accademica e scientifica eretta dalla Sede Apostolica, gode di propria personalità giuridica e si regge sulle norme del diritto canonico, su Statuti propri approvati dalla Santa Sede e sulle Norme approvate dal Consiglio Accademico e ratificate dal Gran Cancelliere; per facoltà della Sede Apostolica, conferisce i gradi accademici di baccalaureato, licenza, magistero e dottorato.

L'Istituto persegue le seguenti finalità: insegnare le discipline liturgico-musicali sotto il profilo pratico, teorico e storico; promuovere la conoscenza e la diffusione del patrimonio tradizionale della musica sacra e favorire espressioni artistiche adeguate alle odierne culture; rendere, per incarico della Chiesa madre di Roma, un servizio alle Chiese locali di tutto il mondo, in vista della formazione dei musicisti di chiesa e dei futuri insegnanti nell'ambito della musica sacra.

L'Istituto adempie al suo mandato tramite l'insegnamento delle discipline curriculari, la ricerca e l'analisi storico-estetica, la pubblicazione di opere musicali e di lavori scientifici, l'esecuzione in sede concertistica e liturgica di opere musicali, con l'intento di diffondere il repertorio della musica sacra nella Liturgia e della musica di ispirazione religiosa del passato e del presente. Il Pontificio Istituto di Musica Sacra promuove inoltre lo sviluppo di centri di studio sulla musica sacra sia a livello accademico (università, scuole superiori) che pastorale (scuole diocesane) e l'organizzazione di convegni di studio e corsi di specializzazione e perfezionamento.  

STATUTO

Capitolo I

Denominazione, natura e fine

Art. 1

1. Il Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma è un'istituzione accademica eretta dalla Sede Apostolica.

2. Gode di propria personalità giuridica a norma del diritto canonico ed è regolato dalle disposizioni pontificie, dal presente Statuto approvato dalla Santa Sede e da norme interne.

3. Per facoltà della Santa Sede, conferisce i gradi accademici di baccalaureato, licenza e dottorato.

Art. 2

Le finalità dell’Istituto consistono:

a) nell'insegnamento dei vari aspetti della musica sacra nelle diverse culture, attraverso specifiche discipline;

b) nella conoscenza, la ricerca e la diffusione del patrimonio tradizionale della musica sacra e, nello sviluppo di espressioni artistiche adeguate alle culture odierne;

c) nel servizio alle Chiese locali in vista della formazione degli esecutori, dei compositori, degli studiosi e degli insegnanti nel campo della musica sacra, con particolare attenzione per la Sacra Liturgia;

 

d) nella pubblicazione di opere inerenti ai propri campi di insegnamento;

e) nella promozione di analoghe istituzioni in Italia e all'estero;

f) nella specializzazione di livello superiore nelle discipline musicali post-gradum.

CAPITOLO II

La Comunità Accademica e il suo Governo

Art. 3

Il Governo dell'Istituto è esercitato dalle autorità:

a) personali (Gran Cancelliere, Preside, Prefetto degli Studi);

b) collegiali (Consiglio Accademico, Consiglio di Amministrazione).

Gran Cancelliere

Art. 4

1.      La funzione di Gran Cancelliere è esercitata dal Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica.

 

2.      Egli sovrintende al governo dell'Istituto e:

a)      favorisce i rapporti con la Santa Sede;

b)      promuove lo sviluppo scientifico;

c)      assicura la custodia della dottrina cattolica;

d)     procura che lo statuto e le norme interne siano fedelmente osservate;

e)      favorisce l’unione fra tutti i membri della comunità accademica;

f)       propone alla Sede Apostolica la nomina del Preside e ne riceve la professione di fede;

g)      richiede il nihil obstat per autorizzare la nomina dei docenti e quella degli officiali;

h)      nomina i docenti e i professori stabili;

i)        conferisce o revoca l’autorizzazione a insegnare o la missione canonica ai docenti, secondo le norme della Costituzione Apostolica Sapientia Christiana e le successive “Ordinationes”;

j)        ratifica le norme redatte dal Consiglio Accademico;

k)      firma i diplomi che attestano il conseguimento dei gradi accademici;

l)        applica le sanzioni di cui agli Artt. 45 e 63.

 

Preside

Art. 5

All'ufficio di Preside è chiamato un sacerdote, preferibilmente docente dell'Istituto, con testimoniata esperienza di governo e riconsociuta competenza nelle discipline musicali.

Art. 6

Il Preside è nominato dalla Congregazione per l'Educazione Cattolica, sulla base di una terna di candidati votata dal Consiglio Accademico, in sessione straordinaria, presieduto dallo stesso Gran Cancelliere o da un suo delegato.

Art. 7

Il Preside:

a)   rimane in carica per cinque anni;

b) allo scadere del primo quinquennio potrà essere confermato per un secondo mandato, su richiesta espressa dalla maggioranza del Consiglio Accademico in sessione straordinaria presieduto dal Gran Cancelliere o da un suo delegato;

c) in caso di particolari condizioni, con l’approvazione di almeno due terzi del Consiglio Accademico, potrà essere confermato per un terzo quinquennio.

Art. 10

È compito del Preside:

a) garantire l’applicazione delle norme richiamate all’art.1, comma 2;

b) nominare il Prefetto degli Studi;

c) convocare e presiedere il Consiglio Accademico — almeno tre volte l'anno — e provvedere all'attuazione delle decisioni del medesimo;

 d) partecipare con voto consultivo al Consiglio di Amministrazione e provvedere all’attuazione delle decisioni del medesimo;

e) provvedere alla sostituzione dei docenti temporaneamente assenti;

f) nominare i docenti non stabili per i quali la Sede Apostolica abbia rilasciato il nihil obstat richiesto dal Gran Cancelliere, a seguito della terna proposta dal Consiglio Accademico;

g) invitare, su proposta del Consiglio Accademico, i docenti per incarichi temporanei;

h) richiedere alla Congregazione per l’Educazione Cattolica il nihil obstat per la designazione degli assistenti proposti dai relativi docenti;

i) ammettere a frequentare l'Istituto gli studenti ritenuti idonei dalle apposite commissioni esaminatrici;

j) dispensare studenti dal pagamento delle tasse scolastiche, su proposta del Consiglio Accademico;

k) nominare i membri delle commissioni d'esame secondo quanto previsto dall'Art. 91;

l) presiedere le commissioni delle prove finali di licenza e dottorato;

m) nominare un docente che presieda l'esame di una disciplina a norma dell'Art. 91,2;

n) firmare i titoli di grado;

o) rappresentare l'Istituto presso le istituzioni accademiche;

p) applicare le sanzioni previste dall'Art. 63;

q) redigere un resoconto triennale riguardante le attività dell'Istituto da presentare alla Congregazione per l'Educazione Cattolica;

r) emanare di concerto con il Segretario, emanare direttive riguardanti gli orari e i compiti assegnati agli impiegati.

Prefetto degli Studi

Art. 9

Il Prefetto degli Studi è un docente eletto dal Consiglio Accademico e nominato dal Preside.

Art. 10

Il Prefetto degli Studi:

a)   rimane in carica per cinque anni;

b)    allo scadere  potrà essere confermato per un secondo mandato con l’approvazione di almeno due terzi del Consiglio Accademico.

c)    in caso di particolari condizioni, con l’approvazione di almeno due terzi del Consiglio Accademico, potrà essere confermato per un terzo quinquennio.

Art. 11

È compito del Prefetto degli Studi:

a) collaborare con il Preside nell'applicazione delle decisioni del Consiglio Accademico, nonché nei rapporti con gli studenti e con il personale docente e non docente;

b) coordinare le riunioni delle commissioni istituite per esaminare particolari aspetti della vita dell'Istituto;

c) presiedere le commissioni degli esami di ammissione e della prova finale di baccalaureato;

d) sostituire, quale Presidente, il titolare di una disciplina nelle commissioni d'esame;

e) concedere agli studenti straordinari e uditori la frequenza di una o più attività formative;

f) concedere, d'accordo con il Preside, il nihil obstat al trasferimento di uno studente da un'altra università o istituzione di pari grado;

g) ratificare i temi delle dissertazioni scritte per conseguire la licenza;

h) sostituire il Preside temporaneamente assente;

i) sovrintendere alla manutenzione degli strumenti musicali.

Consiglio Accademico

Art. 12

1.    Il Consiglio Accademico, in seduta plenaria, è costituito dal Preside, dai professori stabili non emeriti, da tutti i docenti incaricati annuali, e da due rappresentanti degli studenti.  

2.    Il Consiglio Accademico, in seduta ristretta, è costituito dal Preside, dai professori stabili non emeriti, dagli associati, dagli incaricati a tempo pieno su cattedra e dagli incaricati ad horas che abbiano insegnato per almeno tre anni accademici.

3.    In particolari occasioni, può partecipare alle riunioni in Bibliotecario.

4.    Nelle riunioni del Consiglio Accademico, hanno diritto di voto deliberativo il Preside e tutti i professori, esclusi gli incaricati ad horas che abbiano insegnato per meno di tre anni accademici; questi ultimi, unitamente ai rappresentanti degli studenti e, qualora presente, al Bibliotecario,  godono di voto consultivo.

5.    Il Segretario partecipa alle riunioni, ne redige il verbale e lo sottopone successivamente all’approvazione del Consiglio Accademico.

Art. 13

È compito del Consiglio Accademico:

a) proporre e approvare le iniziative con cui l'Istituto intende realizzare i suoi fini;

b) approvare le procedure interne, salvo diverse specifiche competenze, di cui all’Art. 1, comma 2;

c) aggiornare i programmi e gli ordinamenti degli studi; in caso di variazioni sostanziali, queste devono essere sottoposte all'approvazione della Congregazione per l'Educazione Cattolica;

d) proporre al Gran Cancelliere le terne di candidati per le nomine di Preside, del Segretario e del Bibliotecario, secondo le specifiche procedure;

e) inoltrare al Gran Cancelliere, attraverso il Preside, le richieste di passaggio a professore ordinario, straordinario;

f) votare una terna di nomi per la nomina di professore associato e di incaricato annuale a tempo pieno e di incaricato ad horas, da presentare alla Congregazione per l'Educazione Cattolica secondo quanto prescritto dall'Art. 8,lett. f;

g) proporre al Preside i docenti invitati;

h) approvare la designazione degli assistenti alle cattedre;

i) proporre di annoverare i professori già ordinari — o, eventualmente, altri docenti — fra i professori emeriti dell'Istituto;

j) proporre i candidati per il conferimento del dottorato honoris causa;

k) eleggere il Prefetto degli Studi;

l) eleggere i membri degli organi di cui all’Art. 25;

 n) valutare le posizioni dei docenti e chiedere l'applicazione delle sanzioni in caso di: 1) non ottemperanza ai doveri previsti; 2) inattività nella produzione propria del settore specifico d'insegnamento;

o) espellere uno studente per i motivi addotti all'Art. 63;

p) esaminare i ricorsi presentati da docenti e studenti, eventualmente rinviando le decisioni alla competenza delle Autorità Superiori;

q) deliberare in merito a possibili accordi bilaterali con altre istituzioni relativamente a progetti di interscambio che coinvolgano docenti e/o studenti; tali progetti, prima di essere ratificati, dovranno essere trasmessi al Consiglio di Amministrazione, che ne valuterà la fattibilità sulla base delle risorse finanziarie necessarie alla loro realizzazione.

r) nel caso di richieste di co-tutele da parte di dottorandi appartenenti ad altre università o facoltà, approvare l’attivazione di apposite convenzioni da stipulare con le eventuali istituzioni partner.

Art. 14

Il Consiglio Accademico è convocato:

a) in seduta ordinaria, almeno tre volte per ciascun anno accademico, possibilmente all'inizio, alla fine del primo semestre e al termine delle lezioni;

b) in seduta straordinaria, su convocazione del Preside o su richiesta di almeno tre docenti.

Art. 15

L'ordine del giorno con cui viene convocato il Consiglio Accademico è deciso dal Preside — anche su eventuali proposte inoltrate da membri dello stesso Consiglio Accademico — e comunicato ai convocati dal Segretario, con almeno quindici giorni di anticipo.

Art. 16

Per la validità delle decisioni prese dal Consiglio Accademico regolarmente convocato, sono necessarie la presenza del Preside, o di un suo delegato, e di almeno la metà dei componenti aventi diritto a voto deliberativo.

Art. 17

1.    Nel Consiglio Accademico ottengono validità le decisioni deliberate con la maggioranza assoluta dei voti.

2.    Per l’approvazione dei testi degli Statuti, delle Norme e dell’Ordine degli Studi, è necessaria una maggioranza qualificata di almeno due terzi degli aventi diritto al voto deliberativo.

Art. 18

1.    Ogni membro del Consiglio Accademico ha diritto a un solo voto. In caso di assenza non è ammessa delega né comunicazione del proprio voto in altra forma.

2.    In caso di parità, il Preside può disporre di un secondo voto.

Art. 19

Nelle votazioni finalizzate a proporre al Gran Cancelliere una terna di nomi, ciascun membro del Consiglio Accademico potrà indicare da uno a tre nominativi.

Art. 20

1.    Le votazioni relative alle designazioni ed elezioni, a questioni riguardanti componenti del Consiglio Accademico, al personale docente e non docente dell'Istituto, devono essere effettuate a scrutinio segreto.

2.    Il voto sarà segreto ogni qual volta venga richiesto anche da un solo membro del Consiglio Accademico.

Art. 21

In via eccezionale, il Consiglio Accademico potrà invitare a prendere parte alla riunione le persone ritenute utili alla discussione di particolari questioni.

Art. 22

Tutti coloro che, a qualsiasi titolo, partecipano ad una riunione del Consiglio Accademico sono tenuti al segreto circa gli argomenti trattati e gli esiti delle discussioni e delle votazioni.

Consiglio di Amministrazione

Art. 23

1.  Il Consiglio di Amministrazione, nominato dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica, è costituito dal Preside, che presiede il Consiglio, dal Prefetto degli Studi e da tre altri membri, designati rispettivamente dalla medesima Congregazione, dalla Segreteria di Stato e dall’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.

2.  Il Consiglio rimane in carica per un quinquennio.

3.  Per questioni particolari, ai fini consultivi, possono essere invitati a partecipare esperti del settore.

4.  Il verbale delle riunioni, redatto dal Segretario, che partecipa alle sedute con funzioni di attuario, è sottoposto all’approvazione del Consiglio di Amministrazione.

Art. 24

1.    Il Consiglio di Amministrazione programma le necessità economiche dell’Istituto, attraverso la redazione del bilancio preventivo annuale, inserendo tutte le spese necessarie al funzionamento dell’Istituto e tutti i proventi attesi, in conformità alle normative e procedure vigenti.

2.    Il bilancio preventivo viene rimesso all’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica per stabilire la misura del finanziamento da parte della Santa Sede.

3.    Il bilancio consuntivo approvato dal Consiglio di Amministrazione e redatto in osservanza dei principi contabili valevoli per la Santa Sede, con evidenza di tutte le spese comunque finanziate, e di tutti i proventi compreso il finanziamento dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, deve essere rimesso per conoscenza alla medesima e per gli aspetti di competenza alla Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.

Commissioni

Art. 25

Le Commissioni, elette dal Consiglio Accademico, sono:

a) la Commissione d’Istituto;

b) la Commissione Artistica;

c) Commissioni temporanee.

Art. 26

1.    La Commissione d'Istituto è composta dal Preside, che la presiede, dal Prefetto degli Studi e da tre docenti eletti tra coloro che godono di voto deliberativo in Consiglio ritiene di affidarle.

2.    L’incarico di membro della Commissione d’Istituto ha validità quinquennale.

Art. 27

1.    La Commissione Artistica è composta dal Preside, che le presiede, dal Prefetto agli Studi e da cinque docenti.

2.    Ha il compito di programmare le stagioni concertistiche e le diverse manifestazioni culturali e artistiche promosse dall’Istituto. Ha inoltre il compito di organizzare le attività che si svolgono nella Sala Accademica, valutando altresì richieste provenienti dall’esterno per concerti, conferenze, registrazioni o altre manifestazione.

3.    L'incarico di membro della Commissione Artistica ha validità triennale.

Art. 28

1.    Le Commissioni temporanee sono costituite per la trattazione di argomenti specifici che possono trovare soluzione in un tempo limitato.

2.    Sono composte dal Preside, che le presiede, dal Prefetto agli Studi e da tre docenti.

3.    L’incarico di membro di una Commissione temporanea decade con il raggiungimento del fine per il quale la medesima è costituita.

CAPITO III

 

Docenti

Tabella organica

Art. 29

La tabella organica viene aggiornata ogni cinque anni di comune accordo con la Congregazione per l’Educazione Cattolica e l’A.P.S.A., in base alle esigenze accademiche.

Qualifiche

Art. 30

1.    I docenti possono essere stabili o non stabili.

2.    Sono stabili i docenti ordinari o straordinari;

3.    Sono non stabili i docenti associati, gli incaricati annuali a tempo pieno su cattedra, gli incaricati ad horas e gli invitati.

Carriera

Art. 31

In generale, la qualifica di un docente all'interno della carriera accademica dipende:

a) dagli anni di insegnamento in Istituto;

b) dalle capacità didattiche, dalla produzione artistica, dalla ricerca scientifica svolta, dallo spirito di collaborazione e dall’impegno di dedizione all’Istituto;

c) dal tipo di insegnamento in cui egli esercita la propria attività e dalla valenza dello stesso nella definizione della Tabella organica.

 

Obblighi

Art. 32

1. I docenti assolvono il loro mandato ai fini dell'insegnamento, della ricerca, della promozione della musica sacra e di quant'altro specificato nel presente Statuto;

2. Essi  non possono prestare la propria opera in attività che procurino danno alla Chiesa o all'Istituto stesso e non devono avere impegni che impediscano di dedicarsi adeguatamente ai loro uffici;

3. I docenti ordinari e straordinari  non possono essere stabili in un'altra università o facoltà, sia ecclesiastica che civile.

Requisiti

Art. 33

Perché un docente possa essere cooptato per l'insegnamento, a norma degli Artt. 25 e 26 della Costituzione Apostolica Sapientia Christiana e dell'Art. 17 delle Ordinationes si richiede che:

a) si distingua per ricchezza di dottrina, per testimonianza di vita, per senso di responsabilità;

b) sia fornito del relativo dottorato, o di titolo equipollente o di un titolo che, in ambito musicale, permetta la docenza presso istituzioni accademiche, oppure di meriti scientifici o artistici di eccellenza inerenti la disciplina da insegnare;

c) si sia dimostrato idoneo alla ricerca scientifica e/o all'attività artistica, comprovata da un’adeguata documentazione;

d) dimostri di possedere una comprovata capacità didattica.

Nomina

Art. 34

1.    Tutti i docenti devono ricevere l'autorizzazione a insegnare dal Gran Cancelliere o dal suo delegato. Dopo l'espletamento delle apposite procedure, i docenti stabili sono nominati dal Gran Cancelliere, i docenti non stabili sono nominati dal Preside. Gli Assistenti, su proposta dei singoli docenti approvata dal Consiglio Accademico, , sono nominati dal Preside.

2.    La terna di candidati aspiranti a un insegnamento — quali docenti stabili o non stabili — deve essere votata dal Consiglio Accademico, dopo che questo abbia avuto modo di esaminare attentamente i loro curricula e di accertare la presenza dei requisiti richiesti di cui all'Art. 33. Ciascun membro del Consiglio Accademico avente diritto di voto deliberativo può esprimere, a scrutinio segreto, fino a tre preferenze su un'unica scheda.

3.    Nel caso di sacerdoti o religiosi, la nomina a docente comporta il consenso dell’Ordinario diocesano o del Superiore.

4.    Un docente temporaneamente assente dalle lezioni viene sostituito con un altro designato dal Preside; se l’assenza si dovesse protrarre per più di un semestre, sarà necessario convocare il Consiglio Accademico che proporrà una soluzione in merito.

Professori ordinari

Art. 35

Per aspirare alla nomina di professore ordinario di una disciplina è necessario avere insegnato almeno tre anni in qualità di professore straordinario. Il richiedente deve dimostrare di aver svolto con impegno il proprio insegnamento e documentare la propria attività artistica e di ricerca.

Professori straordinari

Art. 36

1.    Al professore straordinario viene assegnato un insegnamento stabile in tabella organica.

2.    Per aspirare alla nomina di professore straordinario è necessario avere insegnato almeno tre anni in qualità di professore incaricato annuale a tempo pieno su cattedra.

Professori incaricati annuali a tempo pieno su cattedra

Art. 37

1.    Sono professori che prestano servizio per uno o più anni accademici, anche non consecutivi, presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra, quali titolari di un insegnamento stabile in tabella organica, avendo dimostrato di possedere i requisiti previsti dall'Art. 33.

2.    L’incarico non stabile di docente incaricato a tempo pieno su cattedra viene attribuito per ogni anno accademico.

Professori associati

Art. 38

1.    Al professore associato, qualifica attribuita a coloro che hanno altrove contestuali incarichi di lavoro, viene assegnato un insegnamento che prevede un posto in Tabella organica.

2.    Alla nomina di professore associato possono aspirare coloro che dimostrano di aver svolto con impegno il proprio insegnamento e documentano la propria attività artistica o di ricerca.

3.    L’incarico non stabile di docente associato viene attribuito per ogni anno accademico.

Incaricato ad horas

Art. 39

Sono professori che ricevono il mandato per insegnare una o più discipline per un determinato numero di ore distribuite all'interno dell'anno accademico, ma che non possono prestare all’Istituto un impegno esclusivo.

Professori emeriti

Art. 40

1.    I professori ordinari che cessano dal loro ufficio e gli altri docenti che hanno svolto il loro servizio per almeno un decennio possono essere annoverati dal Consiglio Accademico, con l'approvazione del Gran Cancelliere, tra i professori emeriti.

2.    Essi, su proposta del Consiglio Accademico, possono offrire all'Istituto collaborazioni di carattere scientifico o artistico.

Professori invitati

Art. 41

È facoltà del Preside, su proposta del Consiglio Accademico, e previo nulla osta della Congregazione per l’Educazione Cattolica, affidare a un docente corsi e seminari che integrino l'attività didattica e/o di ricerca riguardante un insegnamento.  

Assistenti

Art. 42

Gli Assistenti sono cultori di una disciplina nella quale possiedono un titolo idoneo e per la quale prestano gratuitamente la loro opera in campo didattico e/o di ricerca.

Progetti di scambio per docenti

Art. 43

I docenti dell’Istituto, in presenza di accordi bilaterali con altre istituzioni,  possono essere coinvolti in progetti di scambio, secondo le modalità decise dal Consiglio Accademico.

Cessazione dal servizio

Art. 44

L’incarico d’insegnamento cessa:

a) per i docenti incaricati e per gli assistenti, alla scadenza del loro mandato temporaneo;

b) per gli altri docenti, al compimento del settantesimo anno d'età, salvo richiesta del Consiglio Accademico  di prolungarne la durata. Tale richiesta deve essere inoltrata alla Congregazione per l'Educazione Cattolica, che deciderà in merito;

c) per rinuncia da parte dello stesso docente,  presentata al Gran Cancelliere;

d) per accettazione di un ufficio che, a giudizio del Gran Cancelliere, sentita la Segreteria di Stato, risulti incompatibile con il servizio.

Sanzioni disciplinari

Art. 45

I docenti possono essere soggetti a sanzioni disciplinari previste dal Regolamento Generale della Curia Romana, qualora essi si rendano gravemente responsabili di mancanze sia rispetto ai doveri del loro ufficio, sia riguardo alla morale e alla dottrina cattolica, applicando nel caso si verificassero i presupposti per la sospensione o l’allontanamento, le procedure di cui all’Art. 22 della Costituzione Apostolica Sapientia Christiana.  

CAPITOLO IV

Officiali e personale ausiliario

Art. 46

1.    Gli officiali dell'Istituto sono: il Segretario, il Bibliotecario e due addetti rispettivamente alla Segreteria e alla Biblioteca.

2.    Tutti gli officiali sono proposti dal Consiglio Accademico alla Congregazione per l'Educazione Cattolica e nominati dal Gran Cancelliere.

3.    Il personale ausiliario è assunto per espletare le mansioni previste dal proprio profilo professionale, secondo il Mansionario Generale della Curia Romana.

Segretario

Art. 47

1.    Il Segretario coadiuva il Preside nella direzione amministrativa dell’Istituto e nel coordinamento delle attività del personale docente e non docente. Per l’esercizio delle sue funzioni si avvale dell’opera di personale amministrativo, inquadrato in livelli inferiori.

Art. 48

È compito del Segretario:

a) acquisire e conservare negli appositi archivi tutti gli atti e i documenti dell'Istituto;

b) richiedere i documenti necessari a definire la posizione degli studenti, secondo quanto stabilito dalle Norme;

c) coadiuvare il Preside nelle relazioni interne ed esterne all'Istituto;

d) redigere il verbale delle riunioni del Consiglio Accademico e del Consiglio di Amministrazione, cui partecipa in qualità di attuario senza diritto di voto;

 f) curare la distribuzione degli studenti all'interno delle varie classi di studio; per le attività formative che comportano lezioni individuali (composizione, organo, pianoforte) gli studenti verranno destinati alle rispettive classi in base a un elenco fatto pervenire da un docente di area appositamente incaricato;

g) comporre, sempre in accordo con il Preside e i docenti, le commissioni per gli esami e il relativo calendario, cooperando all'organizzazione degli aspetti logistici;

h) redigere le certificazioni di studio;

i) provvedere alla riscossione delle tasse scolastiche;

j) emanare, di concerto con il Preside, le direttive riguardanti gli orari e i compiti assegnati al personale non docente;

k) firmare, unitamente al Preside e/o del Gran Cancelliere,  i diplomi che attestano il conseguimento dei gradi accademici e, unitamente a quella del Preside, gli attestati dei gradi accademici.

Bibliotecario

Art. 49

1.    Il Bibliotecario coadiuva il Preside nella gestione della Biblioteca dell’Istituto. Per l’esercizio delle sue funzioni si avvale dell’opera di personale amministrativo, inquadrato in livelli inferiori.

2.    E’ un officiale in possesso di un diploma di laurea in discipline umanistiche o musicologiche, accompagnato da una competenza in biblioteconomia e archivistica.

Art. 50

È compito del Bibliotecario:

a) acquisire, catalogare e custodire il materiale librario e documentario, l'archivio fotografico e quello sonoro, consentendone la consultazione in attuazione delle norme interne alla Biblioteca;

b) redigere annualmente una relazione sullo stato della Biblioteca.

Personale Ausiliario

Art. 51

 Il Personale ausiliario, la cui assunzione è proposta dal Preside e autorizzata dalla Segeteria di Stato, previa consultazione dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, svolge:

a) servizio di portineria;

b) pulizia e sorveglianza dei locali dell'Istituto;

c) attività di ausilio durante le celebrazioni e le manifestazioni dell'Istituto.

 

Amministrazione del personale e provvedimenti disciplinari

Art. 52

1.    Il personale dell’Istituto è amministrato secondo le norme vigenti per i dipendenti della Santa Sede.

2.    Per esso è valevole il Regolamento Generale della Curia Romana anche in materia di provvedimenti disciplinari.

CAPITOLO VI

Studenti

Art. 53

Alla formazione offerta dal Pontificio Istituto di Musica possono accedere quanti siano muniti di attestato di buona condotta rilasciato dall’autorità ecclesiastica competente.

Art. 54

Gli studenti del corso in Musica Sacra possono essere: ordinari, straordinari e uditori:

a) ordinari sono coloro che, dopo aver superato una prova d'ammissione, frequentano tutte le discipline prescritte dall’indirizzo prescelto, per conseguire i gradi accademici, sostenendo gli esami previsti;

b) straordinari sono coloro che, con il permesso del docente e la licenza del Prefetto degli Studi, sentito il parere del docente della materia di riferimento, frequentano una o più lezioni senza però accedere ai gradi accademici, con facoltà di sostenere gli esami previsti; sono, altresì, straordinari gli studenti che sono ammessi a frequentare al massimo tre discipline collettive per il conseguimento di un attestato o coloro che, non essendo in possesso della necessaria preparazione per essere inseriti come ordinari, partecipano a lezioni collettive o individuali, propedeutiche all’esame di ammissione.

c) uditori sono coloro ai quali, con il permesso del docente, il Prefetto degli Studi dà facoltà di assistere alle lezioni collettive per un periodo di tempo prestabilito, senza avere la possibilità di sostenere gli esami previsti.

Studenti ordinari

Art. 55

1.    Coloro che aspirano alla qualifica di studente ordinario, dopo il superamento dell’esame di ammissione, devono compilare, entro i termini stabiliti, un apposito modulo di immatricolazione e per ratificare l’iscrizione devono pagare le tasse previste, firmare la relativa scheda personale in Segreteria, e presentare i seguenti documenti:

 a) un titolo di studio, in originale o in copia autenticata, che nel Paese di origine permetta l'accesso all’istruzione universitaria e, per i documenti non rilasciati da istituzioni italiane, la relativa traduzione giurata;

b) il certificato di Battesimo e di Cresima per i laici cattolici;

 c) la certificazione degli studi musicali compiuti, unitamente a un dettagliato curriculum vitæ et studiorum;

d) una lettera di presentazione del proprio Ordinario per gli ecclesiastici, del proprio Superiore per i membri degli Istituti Religiosi e delle Società di Vita Apostolica, dell’Ordinario della Diocesi di provenienza  per gli studenti laici di Paesi non aderenti al Trattato di Schengen o del Parroco per studenti laici di Paesi aderenti al citato Trattato;

e) una fotocopia di un documento di riconoscimento, che dovrà essere stato esibito in originale alla consegna del modulo di immatricolazione;

f) due fotografie formato tessera.

2.    Nel caso di studenti studenti non in possesso della cittadinanza italiana o di studenti laici provenienti da Paesi non aderenti al Trattato di Schengen, occorrerà presentare la documentazione che osservi le norme particolari emanate dalle autorità della Santa Sede e della Repubblica Italiana circa il soggiorno per motivi di studio; tali norme verranno riportate annualmente nella Guida Accademica.

3.    Per gli studenti appartenenti a religioni diverse da quella cattolica, l’ammissione all’Istituto è subordinata al nihil obstat rilasciato dal Preside in seguito alla presentazione di una specifica domanda scritta; a questa andrà allegata la documentazione che annualmente viene riportata nella Guida Accademica.

Art. 56

1.    L’esame di ammissione relativo al primo ciclo di studi, triennale, è specifico per ogni indirizzo.

2.    Per i candidati che desiderano accedere all’Istituto per conseguire la Licenza (biennio superiore) l’ammissione è subordinata alla valutazione  di una commissione dell’Istituto, la quale, sulla base degli studi e delle eventuali pubblicazioni e attività artistiche svolte dai candidati, indicherà il piano di studi da seguire e, nel caso, i debiti formativi da colmare.

3.    Le ammissioni al primo e al secondo ciclo di studi si svolgono alla fine del mese di settembre.

4.    Per i candidati al ciclo di dottorato, si rimanda a quanto riportato negli Artt. 75-82.

Art. 57

1.    Gli studenti ordinari sono tenuti a:

a) frequentare tutte le attività formative previste nell’indirizzo di studi prescelto e a sostenere, ove previsto, le relative prove d'esame; un'assenza da più di un quarto delle lezioni di una qualsiasi attività formativa può invalidarne la frequenza e infirmarne la possibilità di sostenere l'esame;

b) presenziare alle celebrazioni liturgiche, agli atti accademici e alle manifestazioni promosse dall'Istituto;

c) possedere un'adeguata conoscenza della lingua italiana;

d) pagare le tasse previste, rispettandone la scadenza.

2.    L'iscrizione quale studente ordinario è limitata a un solo indirizzo. Non si può essere iscritti contemporaneamente, con tale qualifica, ad altre università o facoltà.

3.    In riferimento al primo ciclo di studi, il passaggio da un indirizzo all'altro può avvenire solo da un anno accademico all'altro ed è soggetto:

a) al giudizio del Consiglio Accademico oppure della Commissione d’Istituto;

b) al superamento di un ulteriore esame di ammissione qualora quello già sostenuto non risultasse compatibile con il nuovo indirizzo a cui si chiede di accedere;

c) al pagamento delle tasse richieste.

Art. 58

Il trasferimento presso l’Istituto di studenti ordinari provenienti da un'altra università o Istituzione di pari grado:

a) è possibile soltanto dopo la verifica del curriculum degli studi compiuti e l'eventuale riconoscimento dei crediti formativi;

b) è concesso dal Preside su proposta del Prefetto degli Studi;

c) può avvenire soltanto all'inizio dell'anno accademico.

Studenti straordinari e uditori

Art. 59

Gli studenti straordinari e uditori devono compilare il modulo di immatricolazione, al quale devono allegare i medesimi documenti di cui all'Art. 55, a eccezione del titolo di studio, che può essere consegnato in copia. Al termine delle lezioni, possono richiedere il rilascio di un attestato relativo alle discipline frequentate e, nel caso degli studenti straordinari, agli eventuali esami superati. Sono tenuti anch’essi a ratificare l’iscrizione pagando le tasse previste e firmando la relativa scheda personale in Segreteria.

Studenti dei corsi post-gradum

Art. 60

1.    Ai fini dell’iscrizione ai corsi post-gradum, gli studenti che, in possesso del titolo accademico indicato nella Guida Accademica annuale, desiderano approfondire la propria preparazione professionale nell’ambito dell’offerta formativa dell’Istituto, devono sostenere un esame di ammissione specifico.

2.     Essi devono presentare i medesimi documenti di cui all’Art. 55.

Organi di rappresentanza

Art. 61

Gli studenti ordinari, ogni due anni, devono eleggere due loro rappresentanti, che partecipano alle sedute del Consiglio Accademico, facendosi portatori di eventuali richieste collettive alle Autorità dell’Istituto.

Progetti di mobilità e di scambio per studenti

Art. 62

Gli studenti ordinari dell’Istituto, in presenza di accordi con altre istituzioni accademiche, possono essere coinvolti in progetti di mobilità, secondo le modalità decise dal Consiglio Accademico.

Sanzioni

Art. 63

Gli studenti che non osservassero i loro doveri, a seconda della gravità dei fatti, possono essere oggetto di sospensione, comminata dal Preside, o di espulsione, che compete al Consiglio Accademico.

CAPITOLO VI

Ordinamento degli studi

Offerta formativa

Art. 64

1.                  Il Pontificio Istituto di Musica Sacra offre percorsi formativi differenziati che sono finalizzati:

a) al conseguimento di gradi accademici;

b) al perfezionamento e approfondimento post-gradum;

c) alla formazione liturgico-musicale di base (Corso di Operatore Liturgico Musicale);

d) alla promozione dello studio della musica sacra secondo quanto previsto dall'Art. 2 e 85;

2.    Fanno parte integrante dei presenti Statuti i programmi dettagliati di studio di ogni indirizzo.

Corso in Musica Sacra

Art. 65

1.    Il corso in Musica Sacra dell’Istituto è articolato in tre cicli formativi successivi, che si concludono con il conseguimento dei rispettivi gradi accademici: baccalaureato (di durata triennale), licenza (di durata biennale, dottorato (di durata triennale); in riferimento a quest’ultimo, si rimanda agli Artt. 75-82.

2.    Solo dopo l’assolvimento di tutti gli obblighi previsti dall'ordinamento per il completamento di un ciclo e per il conseguimento del relativo grado accademico (esami, frequenze, eventuali discussioni di elaborati scritti), gli studenti interni all’Istituto possono accedere al ciclo successivo.

Art. 66

1.    Gli indirizzi nei quali si articola il Corso in Musica Sacra sono:

a) Canto gregoriano;

b) Composizione;

c) Direzione di coro;

d) Musicologia;

e) Organo.

2.    Per ogni indirizzo è previsto un Coordinatore, che ha il compito di rappresentare alle Autorità accademiche e agli organi collegiali le esigenze dei singoli docenti in merito all’attuazione e all’organizzazione dei vati curricula; egli esercita anche la funzione di tutor dei singoli studenti, facendosi tramite delle comunicazioni dei loro organi di rappresentanza.

Art. 67

1.      Gli indirizzi sono raggruppati in tre dipartimenti, cui fanno capo i docenti, coordinati ciascuno da un proprio Direttore. I Dipartimenti sono:

–        Di.Gre.Mu, Dipartimento di Canto Gregoriano e di Musicologia;

–        Di. Com. Dir, Dipartimento di Composizione e Direzione di Coro;

–        Di. Key, Dipartimento di Tastiere (Keyboards).

2.      Compito dei Dipartimenti è facilitare la collaborazione dei docenti di discipline affini ed elaborate proposte – dettate da esigenze inerenti alla produzione artistica o scientifica – che verranno presentate, per la discussione e l’approvazione, agli organi competenti.

Art. 68

1.                  L’indirizzo in Canto Gregoriano è finalizzato allo studio del “canto proprio della liturgia romana” sotto l’aspetto liturgico, musicale e storico, alla luce delle specifiche scienze dell’etnomusicologia, della paleografia musicale medievale, della semiografia e dell’analisi modale. Tale studio tendenzialmente musicologico va di pari passo con l’esperienza pratica del canto gregoriano nelle sue diverse forme estetico-musicali: il repertorio dell’assemblea, quello della schola cantorum e del solista, nonché la direzione del coro gregoriano.

2.                  L’indirizzo comprende altresì lo studio di altri repertori monodici di area liturgica occidentale e prevede un’iniziazione alle forme prepolifoniche.

Art. 69

L’indirizzo in Composizione si basa sull'apprendimento delle tecniche compositive che hanno come matrice il contrappunto e le teorie armoniche e strutturali della tradizione occidentale. Si snoda attraverso lo studio dei generi e delle forme del passato e del presente — con particolare riferimento a quelle che si sono sviluppate nell'ambito della musica sacra —, fornendo gli strumenti per sviluppare linguaggi adatti a dare adeguata espressione alla fede nelle diverse culture.

Art. 70

L’indirizzo in Direzione di coro è fondato sullo studio dei repertori corali e delle loro molteplici implicazioni, che vanno dalla direzione stessa all'educazione della voce, dall'apprendimento di tecniche analitiche alla produzione di opere originali.

Art. 71

L’indirizzo in Musicologia fornisce allo studente gli strumenti critici fondamentali per la ricerca storico-sistematica sul patrimonio della musica sacra, utili a valorizzarne la ricchezza, nonché a studiarne i processi evolutivi storici e stilistici.

Art. 72

L’indirizzo in Organo intende sviluppare le capacità tecniche e le conoscenze teoriche che consentono di esercitare la professione di organista, intesa quale insieme di attività da svolgere in ambito concertistico, didattico, liturgico e di ricerca.

Attività formative

Art. 73

I primi due cicli formativi di studi comprendono un certo numero di attività formative, ripartite in base alla loro valenza all’interno del percorso didattico e al conseguente numero di crediti ECTS(european Credit Transfer System). Esse sono suddivise in:

a) attività formative di base, comuni a più indirizzi;

b) attività formative caratterizzanti, che orientano lo studente in modo più specifico nell’indirizzo disciplinare prescelto;

c) attività formative integrative, che completano, ampliandola in modo consequenziale, la preparazione dell’indirizzo scelto.

Art. 74

Le lezioni, i seminari, le prove scritte e orali si svolgono ordinariamente in lingua italiana. Vi è tuttavia la possibilità, per le dissertazioni di licenza e dottorato, di concordare un'altra lingua europea. I lavori redatti in una di queste lingue devono essere comunque integrati — almeno nelle parti più significative — da un'esauriente sintesi in lingua italiana.

Ciclo di dottorato

Art. 75

Il Pontificio Istituto di Musica Sacra rilascia, attraverso la Scuola Dottorale, il diploma di dottorato in Musica Sacra — terzo ciclo di studi — nei seguenti indirizzi:

a) Canto gregoriano;

b) Musicologia storico-sistematica;

c) Musicologia applicata

Art. 76

Per il terzo ciclo di studi, il Direttore della Scuola Dottorale è nominato dal Preside fra i docenti dell’Istituto in possesso del titolo accademico di dottore, è incaricato di assicurare la corretta applicazione del Regolamento dei dottorati e di coordinare le attività proprie di tale Scuola.

Art. 77

Alla Scuola Dottorale possono accedere:

a) gli studenti dell’Istituto che abbiano conseguito il titolo di licenza, con una media globale non inferiore a 27/30 (o a votazione equivalente);

b) gli studenti di altre istituzioni titolari di un diploma equipollente (master II, Ph.L.), non inferiore a cinque anni di studi superiori, con una media globale non inferiore a 27/30 (o a votazione equivalente);

 

La sessione ordinaria di ammissione al dottorato è annuale.

Art. 78

La Commissione di Laurea è composta dal Preside o da un suo delegato, dal Moderatore e da due altri docenti. Essa ha il compito di esprimere un giudizio di idoneità sul candidato in due momenti distinti: prima dell’ammissione alla Scuola Dottorale e al termine del primo anno; inoltre stabilisce un piano di studi personalizzato e, al termine del ciclo di studi, esprime il proprio assenso in merito alla pubblicazione del lavoro.

Art. 79

Il Moderatore è scelto dal Preside fra i docenti dottori dell’Istituto o fra i docenti in possesso di un titolo universitario che permetta la direzione di una tesi dottorale. Il Moderatore può essere scelto al di fuori dell’Istituto, qualora la ricerca lo richieda.

Art. 80

1.      La Commissione di difesa, presieduta dal Preside, è composta dal Moderatore e almeno da tre Correlatori, secondo l’area della tesi. Almeno due Correlatori sono scelti fra i docenti dell’Istituto. I Correlatori devono avere titoli accademici idonei e una competenza riconosciuta in uno degli argomenti svolti nella tesi.

2.      Compito della Commissione di difesa è di valutare la tesi e la sessione di difesa.

Art. 81

Il dottorato in Musicologia applicata richiede modalità artistiche proprie, definite dal Regolamento dei dottorati.

Art. 82

Nel caso in cui uno studente di un’altra università o facoltà chiedesse una co-tutela, il Consiglio Accademico delibererà ai sensi dell’Art. 13, lett. r).

Percorsi post-gradum

Art. 83

1.    Al fine di accogliere studenti, che desiderano approfondire la propria preparazione professionale nell’ambito dell’offerta formativa dell’Istituto, il Pontificio Istituto di Musica Sacra offre corsi post-gradum, della durata minima di un anno accademico, ai quali si accede tramite concorso e per i quali il Consiglio Accademico stabilisce il relativo percorso di studi. Circa il titolo richiesto per accedere a tali corsi, si rimanda a quanto riportato annualmente nella Guida Accademica.

2.    Lo studente conclude il corso  con una prova che dà saggio delle conoscenze acquisite.

Corso di Operatore Liturgico Musicale

Art. 84

1.    Il Corso di Operatore Liturgico Musicale offre un articolato programma biennale, che prevede le discipline  che maggiormente possono interessare coloro che hanno la responsabilità di organizzare e promuovere la musica liturgica presso le rispettive parrocchie o comunità.

2.    Al termine del Corso verrà rilasciato un attestato.

Altri percorsi formativi

Art. 85

Durante limitati periodi dell'anno accademico e secondo un apposito calendario, il Pontificio Istituto di Musica Sacra adempie ai fini del suo mandato anche attraverso:

a) atti accademici;

b) cicli di lezioni collettive aperte al pubblico;

c) concerti;

d) conferenze;

e) corsi propedeutici;

f) corsi di perfezionamento estivi;

g) saggi di studio.

Tali iniziative devono essere programmate e approvate dal Consiglio Accademico o, limitatamente ai settori di propria competenza, dalla Commissione Artistica.

Articolazione dell’anno accademico

Art. 86

1. L'anno accademico, suddiviso in due semestri, comincia il 1 ottobre e termina il 30 settembre. Le lezioni iniziano a metà ottobre e terminano alla fine di maggio.

2. Durante l'anno accademico si osservano giorni di vacanza per il periodo natalizio e per quello pasquale, nonché l'interruzione dell'attività didattica in tutte le ricorrenze previste dal calendario ufficiale della Santa Sede.

Esami

Art. 87

Gli esami possono essere scritti, orali e pratici: prove allo strumento, prove di direzione, prove vocali o informatiche.

Art. 88

Per gli studenti ordinari e per gli studenti dei corsi post-gradum, l'iscrizione al Pontificio Istituto di Musica Sacra è subordinata al superamento di un apposito esame d'ammissione.

Art. 89

Gli esami relativi ai cicli formativi accademici si svolgono in tre sessioni: una invernale, una estiva e una autunnale. Per gli altri corsi compresi nell’offerta formativa dell’Istituto, sono previste eventuali sessioni specifiche.

Art. 90

L'assenza da più di un quarto delle lezioni di una qualsiasi attività formativa può escludere la possibilità di sostenerne l'esame.

Art. 91

I membri delle commissioni d'esame sono nominati dal Preside. Le commissioni sono composte da almeno due membri.

Le commissioni d'esame sono presiedute:

a) dal titolare della disciplina; nel caso si rendesse necessaria la sua sostituzione, dal Prefetto degli Studi o da un docente nominato dal Preside;

b) dal Prefetto degli Studi, negli esami d'ammissione e nella prova finale di baccalaureato;

c) dal Preside, nella prove finali di licenza e dottorato.

Art. 92

Il voto è espresso in trentesimi. Si ritiene approvato lo studente che consegue una votazione di almeno 18/30.

Art. 93

L'esame per ogni attività formativa deve essere sostenuto entro l'anno accademico in cui se ne sono frequentate le lezioni. Scaduto tale termine, possono essere applicate tasse addizionali e/o sanzioni curriculari.

Art. 94

1.    Lo studente che non supera un esame ha il diritto di ripeterlo una sola volta. Ulteriori possibilità di sostenere l'esame possono essere concesse dal Consiglio Accademico.

2.    Il giudizio dell'esame non è passibile di modifiche o integrazioni.

Art. 95

Il voto finale e il giudizio per i gradi accademici di baccalaureato e licenza si desume dalla media di tutte le votazioni riportate nelle singole discipline, salvo quanto previsto agli Artt. 96 e 97.

Art. 96

1.    Per conseguire il grado di licenza in Canto gregoriano e in Musicologia il candidato dovrà presentare una dissertazione scritta e difenderla pubblicamente.

2.    Circa gli obblighi relativi al conseguimento del dottorato, si rimanda a quanto stabilito nel Regolamento per i dottorati.

Art. 97

Negli indirizzi in cui la licenza comporti la difesa pubblica di un elaborato scritto, nella votazione finale vengono computate, secondo i coefficienti stabiliti dalle Norme:

a) la media di tutte le votazioni riportate nelle singole attività formative;

b) la votazione attribuita all'elaborato;

c) la votazione attribuita alla difesa dell'elaborato.

Art. 98

La votazione dell'esame di dottorato prende in considerazione:

a) la votazione attribuita alla tesi di dottorato;

b) la votazione attribuita alla difesa dell'elaborato.

Gradi accademici

Art. 99

I gradi accademici vengono conferiti dal Sommo Pontefice.

Art. 100

I diplomi che attestano il conseguimento dei gradi accademici — contrassegnati dal sigillo dell'Istituto — saranno firmati dal Gran Cancelliere, dal Preside e dal Segretario.

Art. 101

Il dottorato honoris causa potrà essere conferito, previo con il consenso del Gran Cancelliere e di almeno due terzi del Consiglio Accademico, solo con specifica facoltà della Sede Apostolica,

Art. 102

I titoli accademici conferiti dal Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma sono di Diritto Pontificio. Agli effetti civili, essi hanno valore secondo i Concordati, le legislazioni vigenti nei vari stati ed eventuali norme particolari.

CAPITOLO VII

Biblioteca e Archivio

Biblioteca

Art. 103

Nella Biblioteca del Pontificio Istituto di Musica Sacra sono conservati:

a) documenti cartacei (a stampa e manoscritti);

b) documenti audio-visivi;

c) documenti informatici.

Art. 104

I documenti della Biblioteca sono messi a disposizione degli utenti per la consultazione, il prestito e l'eventuale riproduzione secondo quanto disposto dall'apposito Regolamento.

Art. 105

Per la manutenzione e l'incremento del patrimonio della Biblioteca sarà provveduto lo stanziamento di una somma di denaro che figurerà nel bilancio preventivo da sottoporre all'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.

Archivio

Art. 106

Nell'Archivio, sotto la responsabilità del Segretario, sono conservati tutti gli atti e i documenti riguardanti la fondazione, la storia e le attività dell'Istituto, i docenti, gli officiali, gli impiegati, gli studenti e altre persone in rapporto con l'Istituto stesso, nonché le dissertazioni e gli scritti relativi alle prove d'esame e al conseguimento dei gradi accademici.

CAPITOLO VIII

Strumenti musicali e impianti tecnici

Art. 107

Per svolgere adeguatamente l'attività accademica nel suo insieme (didattica, ricerca, atti pubblici), l'Istituto deve essere provvisto di un numero adeguato di:

a) strumenti musicali, in particolare organo, pianoforte e cembalo. Il Prefetto degli Studi ne sovrintende la manutenzione, tenendo conto delle eventuali segnalazioni presentate dai docenti;

b) impianti tecnici, in particolare dispositivi di registrazione e riproduzione audiovisiva, di stampa, di elaborazione e archiviazione informatica. Il Bibliotecario ne sovrintende la manutenzione.

CAPITOLO IX

Modifiche e integrazioni agli Statuti

Art. 108

I presenti Statuti potranno essere modificati su proposta di almeno due terzi del Consiglio Accademico e con l'approvazione della Congregazione per l'Educazione Cattolica.

Art. 109

Per definire ulteriormente alcuni aspetti attuativi, i presenti Statuti fanno riferimento alle Norme approvate dalla Santa Sede.